Più si legge e più s’impara, più si guarda e più si vede…
Ho conosciuto persone, alcune amate; ho trovato luoghi, senza avere destinazioni precise; ho ascoltato la voce della gente, per conoscerne i sogni; ho visto persone morire, alcune amate.
La mia giusta dimensione, fortemente immaginata da piccolo, cercava corrispondenza nelle azioni da compiere e nelle identità di luoghi da scoprire. Considerato ciò e una volta accettata la mia irrequietezza, ho interagito con tutto questo, lasciando senza cura alcuna che la mia memoria e il mio deposito emotivo si colmassero.
Immaginate ora che tutto questo possa essere perduto, immaginate, che la nostra memoria sia composta da tante sezioni stratificate, immaginate, che su ogni sezione piccola o grande che sia, venga sovrimpresso il vissuto di ognuno di noi, pensate ora a quante di queste sezioni piombino nel buio oblio della memoria.
In questa lunga serie prodotta, ho immaginato queste sezioni, quello che al suo interno veniva contenuto, ne ho visualizzato ogni parola, ogni scritto, figure, volti, immagini, ombre ed emozioni e le ho chiamate pagine.
E’dal suono dei silenzi più profondi che sopravviene l’ispirazione artistica, dal tempo della memoria dell’uomo, si proietta la natura dell’eternità .
Le pennellate mai necessarie, si toccano a volte disgiunte come a voler segnare l’inizio o la fine di un’altro mondo parallelo.
Il contenuto appare evidente, si tesse in pensieri rigorosi e tormentati come gli aspetti che la vita rappresenta, dove nulla è mai risolto.